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Pensare in grande, solo così si batte l’onda euroscettica
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Pensare in grande, solo così si batte l’onda euroscettica

Matt Browne writes on the future of progressives in Italy.

La settimana scorsa, all’American Progress Annual Gala, l’ex presidente Clinton ha sfidato i progressisti americani a tornare a pensare in grande. Riflettendo sullo stato della politica progressista negli Usa, si è lamentato del fatto che oggi troppi politici cercano di abbattere le persone, dividerle, farle sentire piccole. Invece di spiegare ciò che possiamo fare, abbiamo bisogno di una generazione di politici che convinca la gente a credere in ciò che possiamo fare. Per riuscirci, dobbiamo pensare in grande.

Dopo che gli italiani e i cittadini della Ue sono andati alle urne, la sfida di Clinton è rilevante per i progressisti europei come per quelli americani, in particolare in Italia. L’Europa, francamente, è ancora in uno stato confuso. Mentre gli architetti del Trattato di Lisbona avevano sperato che queste elezioni segnassero un punto di svolta nella sua storia, caratterizzata da una competizione per il sostegno popolare fra le visioni per il futuro di progressisti, liberali, verdi e conservatori, sembra che invece lo stesso futuro dell’Europa sia contestato. I partiti maggiori hanno subito un’emorragia di supporto a favore di una banda crescente di populisti. A destra, i populisti antieuropei puntano sull’immigrazione e l’ingerenza legislativa di Bruxelles, che dicono diminuisce la sovranità nazionale. A sinistra, i movimenti antieuropei tendono a coalizzarsi intorno a posizioni dure contro il mercato e le politiche di austerity.

The above excerpt was originally published in La Stampa. Click here to view the full article.

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Authors

Matt Browne

Senior Fellow

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